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Una valle verdissima incorniciata da stupende montagne, l'Adamello
Presanella e le Dolomiti di Brenta, costellata di centri abitati
ricchi di storia e tradizioni che dopo l'abbandono del lavoro
nei campi, sono diventati luogo di ospitalita' schietta e
semplice come sa essere quella della gente semplice di montagna.
Oltre le incomparabili bellezze naturali, giustamente tutelate
a Parco Naturale, vita e tradizioni della gente di Rendena
sono da indagare con curiosita'. Se la polenta gialla e la
trisa per mescolarla nel paiolo di rame sono oggetti ancor
oggi attuali, la carriola con la mola per affilare i coltelli
e l'arrotino sono un insieme-simbolo di questa valle, per
decenni spopolata di giovani e di uomini vitali, i "Moleti",
emigrati in mezzo mondo a cercare lavoro. Madonna di Campiglio,
Pinzolo e l'intera valle Rendena devono ad una montagna bellissima
gran parte della loro fortuna attuale: sono infatti unici
i luoghi come le cascate di Vallesinella, il Campanil Basso
o la Via delle Bocchette proprio nel cuore delle Dolomiti
di Brenta. Oppure i laghi di San Giuliano, vette come il Care'
Alto, i ghiacciai di Lobbie o del Mandrone nel massiccio dell'Adamello
e della Presanella. Luoghi frequentati ogni estate, come molti
rifugi, da centinaia di migliaia di persone attratte da fascino
leggendario delle Dolomiti, o dalle storie della Guerra Bianca
che insanguino' le vedrette durante il primo conflitto mondiale.
La verde Rendena, bagnata dal Sarca, e' anche una fitta rete
di sentieri e conta diverse vallette laterali: la piu' famosa
e' quella di Genova con le note "Cascate del Nardis",
un vero paradiso della natura solcato dalle acque tumultuose
d'un ramo del torrente che sgorga dalla vedretta del Mandrone. Scalando una cima o semplicemente passeggiando
nei boschi (magari cercando funghi) ricordiamoci di essere
nel cuore di uno dei Parchi Naturali del Trentino; bastera'
darsi un'occhiata attorno per intuirne i motivi.
Oltre che per il suo ambiente tutelato e di rara bellezza, la Val Rendena
è turisticamente interessante anche per aspetti di carattere storico e
culturale. Proprio a Pinzolo, capoluogo amministrativo della valle, c’è
la Chiesa di San Vigilio, giustamente considerata tra i più importanti
monumenti del Trentino per la sua facciata meridionale, affrescata nel
1539 da Simone Baschenis con due rappresentazioni allegoriche: una Danza
macabra e i Sette peccati capitali.
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